Venire a contatto con le mille realtà del nostro territorio, ascoltare, rendersi conto dei problemi e parlare insieme delle possibili soluzioni, di come le cose possiamo #FareMeglio: questo il senso, l’intenzione che mi ha spinto ad intraprendere il mio viaggio in Lombardia. Nelle Lombardie, vorrei dire: perché i nostri territori ci regalano diversità profonde, nel paesaggio, nelle città, nelle tradizioni, nell’economia, nelle lingue perfino. In questa diversità che è ricchezza ci si potrebbe chiedere se esiste davvero una Lombardia: un fattore comune che non sia mera demarcazione amministrativa.

Dopo aver iniziato il mio viaggio, dopo Pavia e il ponte della Becca, la Valtellina e il Mantovano, Treviglio tra Bergamo e Milano, dopo aver visitato capoluoghi e piccole cittadine, posso dare la mia personale risposta. Un tratto comune l’ho sempre trovato, sopra le differenze, in tutti i miei incontri: lo chiamo fervore, una parola migliore non mi viene. Ho davanti a me mille immagini: quelle di artigiani e imprenditori che mi mostrano con orgoglio cosa hanno realizzato, e non si scoraggiano tra le tante difficoltà che esistono; cittadini attaccati alla loro terra, terra che significa affetti e modi di vita spesso in difficoltà, come nella nostra montagna; start up in cui tra quattro mura si sogna, anzi: si progetta il futuro; la ricchezza sociale e civile della solidarietà, del terzo settore, dell’associazionismo. C’è Milano che va come un treno, anche se purtroppo i treni per Milano sono sempre in ritardo. Ecco: nell’insieme meraviglioso di tutte le Lombardie, la Lombardia per me è il fare. L’operosità è lombarda. E lo è non solo per coloro che vantano radici lombarde da molte generazioni, ma per tutti coloro che sono arrivati qui da tutte le regioni d’Italia, da tutto il mondo, con voglia di fare, e ora sono lombardi.

Poi, certo, ci sono i problemi da superare: una Regione che quanto più ci si allontana dai grattacieli di Milano tanto più è distratta e assente; una burocrazia asfissiante che vede la ragione di essere non nel servizio al cittadino e all’impresa, ma nel culto dell’adempimento spesso fine a se stesso; le aspirazioni di tanti giovani che devono emigrare non per scelta ma perché non trovano lavoro – ed è non solo l’emigrazione dalla nostra regione verso il mondo, ma anche quella dai nostri territori verso le città; i segni evidenti di una crisi che ha colpito duro e che in molte aree si fa ancora sentire;  l’acuirsi delle fragilità indotte dai cambiamenti non governati; territori trattati come discariche, con l’inquinamento dell’aria peggiore in Europa.

A questo noi dobbiamo una risposta concreta. Facendo da guida, governando il cambiamento. La Lombardia già fa, con tenacia e passione, ma non basta. E allora il nostro impegno: #FareMeglio.

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