Giorgio Gori lavora al Programma di Coalizione per la Regione

FARE MEGLIO

Ecco la bozza del nostro programma di coalizione. E’ il frutto del contributo corale di forze politiche, espressioni del civismo, associazioni e persone – professionisti, professori, tecnici, studenti, donne e uomini – che hanno partecipato ad una fitta rete di incontri di ascolto e confronto, condotti su tutto il territorio lombardo, sui temi concreti che riguardano la nostra visione del futuro e ciò che vogliamo fare per arrivarci.

#FareMeglio si deve. Noi lo faremo, insieme, il 4 marzo
Giorgio Gori
Di seguito l’indice del programma. Clicca su una sezione per visualizzare la scheda sintetica corrispondente, e poi su “Leggi di più” per recarti alla scheda completa.

Indice

Introduzione

Autonomia e presenza in Europa

Lavoro, sviluppo economico ed attività produttive

Governo del territorio, infrastrutture e trasporti

Ambiente e transizione ecologica

Welfare, politiche sociali e politiche per la sicurezza

Governo delle istituzioni

 

 

Programma Sintetico

Autonomia e presenza in Europa

  • Autonomie e riordino territoriale

    • Completare la fase di negoziazione con il Governo rispetto alla definizione degli ambiti di maggiore autonomia: ambiente, salute, autonomie locali, lavoro, istruzione tecnica e universitaria, ricerca scientifica per l’innovazione.
    • Riordino territoriale. Per la Regione un ruolo di regia e supporto agli enti locali.
    • Rafforzamento di Città metropolitana e nuovo ruolo per le Province lombarde (da accorpare).
    • Incentivi alle fusioni tra Comuni e rafforzamento delle zone omogenee come ambito prevalente di programmazione.
    • Più risorse e più rappresentanza per la montagna. Conferimento di nuove risorse derivanti dalla riforma dei canoni idrici e stipula di Accordi Quadro di Sviluppo Territoriale. Ripristino delle funzioni delle Comunità Montane.
    • Sostegno ai Piccoli Comuni. Risorse e competenze a servizio delle strutture tecniche dei Piccolo Comuni. Incentivi alla gestione associata dei servizi di interesse generale e processi di pianificazione semplificati.
  • Il nostro rapporto con l’Europa

    • Rendere più incisivo il ruolo del Comitato delle Regioni.
    • Promuovere una sana cura “dimagrante” della burocrazia europea.
    • Garantire una più costante presenza della Giunta Regionale in Europa per difendere gli interessi della Lombardia in fase di elaborazione dei provvedimenti.
    • Promuovere un programma Erasmus+ delle Regioni, per rafforzare i settori trainanti delle economie locali, internazionalizzandoli.

Lavoro, sviluppo economico ed attività produttive

  • Un patto per il lavoro, sulla base di una visione di sviluppo condivisa

    • Obiettivo: proteggere i posti di lavoro attuali e crearne di nuovi per quelle categorie che attualmente registrano più difficoltà ad intercettare opportunità lavorative (giovani, donne, over 50).
    • Perseguire la via alta della competitività, per diventare uno degli snodi cruciali della nuova rivoluzione industriale in atto, con un forte investimento sulle competenze individuali e collettive.
    • Nuova stagione di investimenti pubblici e privati in processi di innovazione, a partire dallo sviluppo dei cluster di specializzazione flessibile e dalla creazione di mercati guida legati ai bisogni emergenti dei cittadini delle grandi e medie aree urbane (abitazioni, mobilità, cultura, salute, benessere, formazione, ambiente).
    • Maggiore integrazione della programmazione dei fondi regionali, nazionali e regionali e loro concentrazione su obiettivi individuati a partire da strategie territoriali differenziate per area metropolitana milanese, area pedemontana, montagna e bassa pianura.
    • Rafforzamento della capacità di indirizzo del settore pubblico e sostegno alla abilità di adattarsi ai cambiamenti strutturali. Sostegno ai “nuovi”, lavoratori e imprese in grado di contribuire maggiormente ad un percorso di rinnovamento.
  • Ricerca e sviluppo, innovazione

    • Raddoppiare gli investimenti pubblici e privati in ricerca e sviluppo, portando la spesa dall’1,4 al 3%.
    • Portare l’innovazione a tutti i settori e a tutti i livelli, affiancando alle strutture tradizionali e consolidate reti di innovatori e PMI. Ibridare le filiere tradizionali con le nuove opportunità connesse alle tecnologie a basso costo. Aprire al territorio i cluster di specializzazione flessibile (aerospazio, agroalimentare, ecoindustria, industrie creative e culturali, industria della salute, manifatturiero avanzato, mobilità sostenibile) e facilitare il passaggio di conoscenze tra le imprese grandi e piccole.
    • Rafforzare il sistema della ricerca lombardo. Incentivi e facilitazioni per attirare ricercatori di livello internazionale, piano di finanziamenti per le infrastrutture di laboratorio, co-finanziamento di ricerche collegate alle aree di specializzazione flessibile e potenziamento delle migliori ricerche in atto. Piano di investimenti sullo sviluppo di dottorati di ricerca con incentivi per l’assunzione dei dottorandi nelle PMI lombarde. Maggiore coordinamento tra le università per favorire percorsi di autonomia: sperimentazioni didattiche, semplificazione amministrativa, alleanze con università straniere.
    • Potenziare il trasferimento tecnologico dalle Università alle PMI. Creazione di una società consortile che affianchi gli uffici di trasferimento tecnologico delle università nel diventare reali uffici brevetti a livello regionale, offrendo alle PMI lombarde servizi a prezzi convenzionati. Misure regionali per favorire il passaggio dalle idee al prototipo pre-industriale. Rafforzamento del legame tra istituzioni universitarie e incubatori esistenti.
    • Sviluppo di Human Technopole e consolidamento di una rete di innovation hub settoriali.
    • Riorganizzazione delle sedi territoriali di Regione Lombardia, affidando loro il compito di affiancare le imprese nella partecipazione a bandi europei.
    • Rafforzare le misure governative finalizzate agli aumenti della produttività (impresa 4.0) con altrettante risorse finalizzate alla formazione del capitale umano.
    • Rafforzare le decontribuzioni statali per le assunzioni a tempo indeterminato, per giovani che portano innovazione nelle aziende.
    • Co-finanziamenti regionali ad attività di formazione per favorire investimenti di grandi dimensioni e riconversioni industriali.
    • Strategie di innovazione per lo sviluppo di settori chiave per la Lombardia: manifattura digitale (riconoscendo il ruolo di fablab, makerspace ed incubatori specializzati), green economy (puntando allo sviluppo di imprese collegate a quelli che Rifkin ha definito i pilastri della Terza Rivoluzione Industriale: efficienza energetica, energie rinnovabili distribuite, stoccaggio dell’energia, economia circolare), salute (innovazione sociale, innovazione nelle forme di assistenza domiciliare, contrasto all’isolamento delle persone anziane).
  • Internazionalizzazione, attrazione di investimenti e talenti

    • Promozione internazionale. Raccordare le iniziative regionali con quelle nazionali e con ICE, di cui proporremo un parziale spostamento a Milano. Focalizzazione delle attività della Regione sui progetti più innovativi per dare una spinta alle esportazioni delle PMI. Supporto finanziario ed investimenti coordinati per favorire la promozione e la vendita dei prodotti delle aziende del territorio sulle maggiori piattaforme digitali globali. Sviluppare un programma di sostegno alla presenza stabile delle imprese lombarde all’estero, con incentivi per l’assunzione di temporary investment manager nelle PMI con alto potenziale in termini di penetrazione nei mercati esteri. Creazione di una community “Lombardy Invests Abroad”.
    • Attrazione di investimenti. Creazione di una struttura dedicata a partire dal rafforzamento di Invest in Lombardy, coinvolgendo imprese, associazioni di categoria ed enti locali. Supporto agli investitori esteri già presenti in Lombardia, attraverso la creazione di un desk aftercare. Offerta di aree ed edifici dismessi e forme di detassazione graduale per favorire investimenti diretti esteri, con l’obiettivo di raddoppiare le imprese estere operanti in Lombardia nel giro di 5 anni.
    • Politiche di attrazione talenti e personale qualificato, sulla falsariga dell’esempio tedesco della Carta Blu.
    • Sostegno al rientro degli italiani all’estero, sulla base di progetti personalizzati di inserimento lavorativo o avvio di impresa.
  • Promozione delle nuove imprese innovative

    • Lancio di una iniziativa ombrello per fare massa critica e mettere in rete tutti gli attori pubblici e privati che sostengono la creazione di startup (incubatori, acceleratori, fondi venture capital, investitori istituzionali).
    • Abbattimento totale dell’IRAP per i primi 3 anni di attività delle startup innovative. Costituzione di un fondo regionale di co-investimento che raddoppi gli investimenti effettuati da investitori privati. Taglio dell’IRAP per le imprese che investono in partnership e collaborazioni con startup innovative. Messa a disposizione di immobili pubblici non utilizzati per dare vita a coworking e incubatori tematici.
    • Definizione di una quota fissa dei budget di ogni direzione regionale per finanziare appalti dedicati alle startup innovative.
    • Accreditamento presso il sistema regionale di corsi per l’alta formazione alle nuove professioni digitali. Investimento in laboratori digitali nelle scuole di ogni ordine e grado. Completamento dei piani di infrastrutturazione per quanto riguarda la Banda Larga e Ultra Larga.
  • Dalla parte delle PMI

    • Semplificazione amministrativa. Creazione di una Direzione Regionale con l’esplicito obiettivo di semplificare gli adempimenti burocratici richiesti alle imprese e di facilitarne l’accesso alle richieste di finanziamento. Sviluppo di modelli semplificati pensati per le piccolissime imprese e creazione di una rete di sportelli unici diffusi sul territorio.
    • Rispetto delle tempistiche dei pagamenti della PA. Istituzione di un fondo rotativo per garantire gli anticipi dei pagamenti delle amministrazioni inadempienti.
    • Accesso al credito. Fondo di rotazione regionale per l’emissione di garanzie, in relazione ad investimenti orientati alla crescita e innovazione. Rafforzamento dei Confidi per i prestiti di piccola e media taglia. Tavolo di confronto con le principali banche operanti in Lombardia per definire insieme criteri di erogazione più adatti alle PMI lombarde.
    • Supporto alle crescita dimensionale delle aziende, alla gestione dei passaggi generazionali e alla quotazione sui mercati di capitali. Estensione ai piccoli imprenditori delle misure pensate per favorire la formazione del personale dipendente.
    • Creazione di un fondo di sostegno per le imprese in crisi, con finanziamenti vincolati a piani di riorganizzazione e rilancio e proposte di acquisto di quote da parte dei lavoratori.
    • Semplificazione e digitalizzazione delle interazioni con gli uffici della pubblica amministrazione, rendendo facoltativa la decisione di recarsi fisicamente presso gli uffici. Digitalizzazione dei pagamenti attraverso la promozione di PagoPA.
  • Commercio, sviluppo locale e comunità

    • Iniziative per favorire il pluralismo distributivo e il commercio di prossimità, attraverso incentivi, misure di sostegno e supporto in termini di comunicazione, con l’obiettivo di promuovere la nascita di nuove realtà imprenditoriali e sperimentare forme di ibridazione tra soggetti diverse in esercizi esistenti. Valorizzare i negozi di vicinato come fonte di coesione sociale.
    • Premialità urbanistiche per i Comuni che favoriscono il riuso di unità sfitte. Nuove modalità di indifferenza funzionale nei cambi di destinazione d’uso e di accorpamento di più unità contigue non utilizzate. Verifica e monitoraggio rispetto ai permessi di costruire già accordati
    • Potenziamento dei distretti urbani territoriali del commercio e rilancio dei mercati comunali coperti e scoperti. Promozione di processi non settoriali di innovazione ed integrazione tra commercio, artigianato e produzione culturale. Creazione di opportunità per giovani imprenditori, anche attraverso l’apertura di concept store temporanei dedicati a creatività e innovazione.
    • Introduzione di limitazioni alla proliferazione di esercizi commerciali dedicati alla somministrazione mordi e fuggi, soprattutto in contesti storico monumentali di grande pregio, a favore di esercizi di qualità dedicati ai residenti.
    • Incentivazione ai processi di digitalizzazione dell’attività commerciale e sviluppo di progetti pilota di logistica urbana sostenibile.

     

  • Moda, design, arredamento

    • Promozione di una azione di sistema che coinvolga Camera Nazionale della Moda, Sistema Moda Italia, Piattaforma e le associazioni di impresa del mondo artigiano per sviluppare una strategia integrata di sostegno a tutto il comparto, puntando su un rafforzamento delle attività di promozione internazionale e sull’organizzazione in Lombardia di un appuntamento europeo dedicato alla creatività.
    • Investimento sulla sostenibilità ambientale e sociale delle filiere e sulla formazione professionale, per colmare gap tra domanda e offerta su profili di tipo tecnico come ricamatori/trici, merchandiser, tecnici di produzione.
    • Creazione di un Museo permanente del Design, costruendo un percorso condiviso insieme a Triennale, Salone del Mobile, Associazione per il Disegno Industriale, Comune di Milano e Governo.
  • Nuovo slancio al settore delle costruzioni

    • Confronto con gli operatori per favorire maggiore coesione tra il mondo dell’impresa e le istituzioni regionali e locali per condividere scenari futuri e obiettivi di interesse pubblico.
    • Semplificazione delle procedure autorizzative e digitalizzazione dei processi. Strumenti condivisi per interpretare in maniera univoca le previsioni del nuovo Codice degli Appalti.
    • Incentivi alla qualificazione del comparto, attraverso la promozione di un percorso di ricerca e sperimentazione di filiera, finalizzato ad ottenere un radicale recupero di produttività attraverso industrializzazione della produzione, minimizzazione degli interventi in cantiere e digitalizzazione dei processi di progettazione e fabbricazione.
    • Incentivi volumetrici ed economici. Semplificazioni procedurali per favorire operazioni di demolizione e ricostruzione, interventi di efficienza energetica e processi di rigenerazione urbana.
    • Investimento sulla legalità e sulla salute e sicurezza dei lavoratori impegnati nei cantieri. Strategia regionale per la gestione dei materiali di risulta e del fresato e le procedure di bonifica dei suoli e dei sottosuoli.
  • Sostegno alla cooperazione in Lombardia

    • Sostegno alla nascita di nuove cooperative costituite da lavoratori che intendano rilevare aziende nelle quali hanno operato.
    • Contrasto alle false cooperative e promozione del rispetto dei contratti collettivi nazionali di lavoro.
    • Valorizzazione del ruolo dei circoli cooperativi e delle cooperative di comunità.
  • Un investimento strategico sulla logistica

    • Trasparenza delle catene di fornitura e subfornitura e sulle regole di pagamento, per contrastare fenomeni di evasione ed elusione della tassazione locale e nazionale, così come mancati investimenti sulla formazione e qualificazione della forza lavoro. Lotta all’outsourcing mascherato e all’utilizzo di forme giuridiche improprie.
    • Regolamentazione urbanistica. Ricognizione dei nuovi centri logistici e programmazione di interventi specifici a supporto della qualità della vita dei lavoratori (servizi, collegamenti) e di coordinamento sulla distribuzione delle merci.
    • Creazione di un tavolo di lavoro tra sindacati ed operatori del settore con l’obiettivo di elaborare un codice di condotta per disciplinare modalità di lavoro, ridefinire spazi di autonomia nel processo produttivo, accrescere la condivisione dei criteri applicati dagli algoritmi reputazionali e selettivi che sottostanno alla gestione delle catene di fornitura, per garantire liceità e trasparenza.
  • Politiche del lavoro e formazione professionale

    • Potenziare l’attore pubblico e i centri per l’impiego, riorganizzandone le funzioni, comprendendo attività di incontro tra domanda e offerta di lavoro, orientamento professionale, riqualificazione e formazione professionale per disoccupati e occupati, servizi di auto impiego e auto imprenditorialità.
    • Favorire il reinserimento dei soggetti più deboli e lontani dal mondo del lavoro e rafforzare il suolo sussidiario del privato sociale. Introdurre servizi e percorsi di assistenza intensiva per i soggetti di più difficile ricollocamento (disoccupati di lungo periodo, over50).
    • Investire nei servizi per l’infanzia e nell’aiuto da parte della Regione alle famiglie con anziani non autosufficienti, per favorire l’occupazione femminile. Incentivare politiche di smart working e di welfare familiare.
    • Potenziare l’apprendistato, rafforzando la decontribuzione nazionale prevista dalla legge di stabilità. Incrementare le decontribuzioni statali per le assunzioni a tempo indeterminato, specie se legate a progetti di innovazione e trasformazione digitale.
    • Vigilare sull’abuso dei finti tirocini e portare l’indennità minima a 600 euro al mese.
    • Potenziare le tutele e le opportunità a favore di freelance e partite IVA, a partire dall’accesso dei professionisti alla formazione continua. Favorire la partecipazione ai bandi pubblici di gruppi di professionisti omogenei ed eterogenei.
    • Potenziare l’istruzione e la formazione professionale, organizzandola secondo reti formative di filiera fondate sulla vocazione produttiva dei territori e delle imprese. Introdurre un sistema di finanziamento che preveda una quota triennale o quadriennale di riconoscimento di costi strutturali, da integrare con una quota variabile in funzione del numero di studenti e degli esiti in termini di successo formativo, sbocchi occupazionali, inclusione sociale.
    • Raddoppiare l’offerta di Istruzione Tecnica Superiore, nel corso dei prossimi 5 anni, in base ad una programmazione condivisa con le imprese, le università, i centri di ricerca, gli enti locali e i diversi soggetti del sistema scolastico e formativo.
    • Investire sulla diffusione di competenze digitali.
  • Agricoltura e sistemi alimentari sostenibili

    • Formazione dei giovani agricoltori, in accordo con istituti superiori e centri di ricerca universitari, per favorire innovazione in ambito agricolo.
    • Tutela degli interessi lombardi nel processo di revisione della PAC (Politica Agricola Comune), attraverso una maggiore presenza nel dibattito nazionale ed europeo.
    • Dialogo con gli operatori e innovazione alla base del nuovo Programma di Sviluppo Rurale (PSR). Misure per favorire l’acquisto di macchinari più efficienti e per promuovere la multifunzionalità delle aziende agricole.
    • Semplificazione burocratica e istituzione di un registro unico dei controlli. Definizione di sistemi iper-semplificati e schemi di autocertificazione a misura delle piccole e piccolissime aziende. Investimento sulla qualità del sistema informativo regionale. Garantire l’applicazione della legge contro il caporalato.
    • Sorveglianza fitosanitaria e gestione più accorta delle acque di irrigazione. Sperimentazione di nuove tipologie di colture che rispondano a diverse esigenze quali: minore utilizzo d’acqua, di anticrittogamici, di nutrienti chimici e fertilizzanti azotati. Sviluppare la ricerca in campo alimentare con centri di ricerca specializzati che sperimentino anche agricoltura in ambito urbano e peri-urbano. Centrali a biogas: evitare la competizione tra produzione di cibo e produzione di energia.
    • Incentivare la creazione di distretti agricoli e la creazione di filiere. Promuovere le DOP e i sistemi alimentari sostenibili, favorire tutte le forme di riorganizzazione dal basso dei cicli di produzione e consumo. Integrare tra loro tutti gli elementi che possono facilitare l’export delle eccellenze lombarde. Etichettatura obbligatoria ed indicazione di origine delle materie prime per tutti i prodotti alimentari. Educazione alimentare nelle scuole.
    • Controllo della fauna selvatica. Piani di prevenzione e controllo e abbattimento programmato gestiti da guardiacaccia e forestali.
  • Cultura e industrie creative e culturali

    • Tutela del patrimonio e valorizzare la cultura scientifica ed imprenditoriale come tratto saliente dell’identità culturale lombarda.
    • Promuovere accessibilità ed inclusione, stimolando la partecipazione culturale dei target più riluttanti o esclusi, per coinvolgere fasce sempre più ampie di popolazione.
    • Cultura come strumento di coesione sociale. Valorizzazione delle esperienze di innovazione culturale.  Sostegno alla creazione di spazi per la cultura e la socialità in contesti periferici (laboratori urbani). Investimento sulle biblioteche di quartiere come erogatori di servizi di prossimità. Sostegno alle produzioni teatrali di nuove generazioni di artisti.
    • Promuovere l’innovazione e la produzione culturale.  Tutela del paesaggio e creazione di nuovi attrattori culturali diffusi. Sostegno ai processi di internazionalizzazione. Potenziare le attività della Film Commission lombarda, per attrarre produzioni cinematografiche e televisive internazionali e nazionali.
    • Investimento su una programmazione culturale di qualità, attraverso la creazione di un palinsesto di eventi da promuovere e veicolando investimenti sulle esperienze con maggiore potenziale di espansione, attraverso Finlombarda.
    • Promuovere la nascita e la crescita delle imprese creative e culturali, attraverso dotazioni infrastrutturali e tecnologiche, una cabina di regia per il coordinamento delle richieste e dell’impiego di fondi comunitari per favorire il matching con risorse messe a disposizione da privati. Costituzione di uno sportello unico per erogare consulenza legale su governance, modelli statutari, procedure costitutive, adempimenti, procedure di tutela, modelli contrattuali, etc. Accesso al credito e promozione di incontri con grandi imprese, fondi di investimento ed investitori istituzionali.
  • Turismo

    • Ripensare l’osservatorio regionale del turismo e dell’attrattività, per avere dati in tempo reale, a livello di ogni singola area territoriale. Costante monitoraggio in rete delle diverse destinazioni, con particolare riferimento alla qualità delle strutture ricettive, la qualità e la quantità delle offerte esperienziali, l’attrattività dei punti di interesse, la salvaguardia del paesaggio, il decoro e la pulizia delle città, il livello di servizio dei mezzi pubblici.
    • Lombardia come porta di entrata in Europa per i nuovi mercati emergenti e capitale del turismo short break in Europa. Forte investimento sul paesaggio, sia dal punto di vista degli aspetti di tutela del territorio che dal punto di vista di promozione e sviluppo culturale. Promozione delle eccellenze enogastronomiche come attrattore turistico. Investimenti in infrastrutture e strutture in grado di accogliere le persone disabili e anziane.
    • Promozione del ciclo-turismo, anche in previsione della maggiore diffusione delle biciclette elettriche a pedalata assistita. Investimenti sullo sviluppo di piste ciclabili, sentieri, guide, posti di ricarica e ristoro, assistenza meccanica, segnaletica e strutture ricettive bike friendly.
    • Trasformare Explora in una Destination Management Organization efficiente, efficace e competitive. Sviluppare strategie dedicate per il turismo congressuale.

Governo del territorio, infrastrutture e trasporti

  • Trasporti, infrastrutture e mobilità

    • Sostegno allo sviluppo del trasporto pubblico e della mobilità sostenibile. Fondo a supporto dei PUMS degli enti locali. Abbonamenti integrati e tariffe differenziate per studenti, lavoratori, disoccupati, anziani e famiglie numerose. Investimento sulle infrastrutture che favoriscono la multi modalità.
    • Risorse stabili per finanziare un piano di manutenzione straordinaria di strade, gallerie e ponti, focalizzando l’attenzione sulla viabilità locale e la sicurezza stradale.
    • Spending review per le grandi infrastrutture viarie, con una operazione trasparenza sulla reale fattibilità dei progetti in essere, a partire da Pedemontana, Mantova-Cremona e Broni-Mortara.
    • Potenziamento dei collegamenti ferroviari regionali e interregionali, a partire dal rafforzamento dello snodo di Milano, dei collegamenti con gli aeroporti e delle linee ferroviarie dell’area prealpina, orobica e lariana, raddoppiando le linee dove necessario, potenziando le stazioni di incrocio tra le linee e minimizzando le interruzioni di linea.
    • Cambio di passo sulla gestione del servizio ferroviario regionale, attraverso una gara europea, per ottenere un ammodernamento del materiale rotabile, una migliore qualità del servizio e un controllo dei costi. Nel nuovo contratto di servizio sarà richiesto il potenziamento delle linee cadenzate, la loro estensione ai collegamenti con i principali capoluoghi di provincia della fascia pedemontana e l’introduzione di collegamenti espressi tra Milano e Varese e Milano e Bergamo.
    • Un trasporto pubblico su gomma più integrato e sostenibile, attraverso una migliore integrazione con i servizi scolastici ed un potenziamento delle linee che si integrano con il ferro. Investimenti in tecnologie per la bigliettazione elettronica ed integrazione tariffaria tra ferro e gomma.
    • Radicale rinnovamento del parco mezzi circolante. L’obiettivo è fare in modo che dal 2023 nelle aree urbane circolino solo mezzi alimentati ad elettrico o a metano, mentre per i collegamenti extra urbani vengano utilizzati mezzi a elettrico, metano o gasolio a basse emissioni. Entro il 2030, dovrà essere completato il passaggio all’elettrico per quanto riguarda i mezzi che circolano all’interno delle aree urbane e la dismissione dei mezzi a gasolio per quanto riguarda i collegamenti extra urbani.
    • Svolta ambientale investendo sulla mobilità elettrica. Ricambio del parco auto circolante: incentivi che anticipino di un triennio i divieti di circolazione per le categorie più inquinanti e modulazione progressiva del bollo auto, con contributi per le famiglie meno abbienti. Obiettivo: fare in modo che entro il 2025 almeno il 20% del parco macchine circolante sia composto da auto elettriche, ibride o a metano; introduzione di aree a zero emissioni in tutte le principali aree urbane entro il 20230, divieto di circolazione dei motori diesel e benzina a partire dal 2035. Piano aggressivo di investimenti in una rete di colonnine elettriche di ricarica e promozione della mobilità condivisa.
    • Ciclabilità come leva per le politiche della salute, sostenibilità e sviluppo. Investimenti per l’estensione di piste ciclabili, la diffusione del bike sharing free floating, la realizzazione di velo stazioni, la proliferazione di ciclo officine, anche con incentivi economici ad aziende che facilitano l’utilizzo della bicicletta per gli spostamenti casa lavoro e a commercianti che decidono di attrezzare spazi pubblici per le biciclette. Potenziamento del trasporto bici sulle reti ferroviarie regionali, con introduzione di un abbonamento annuale bici più treno.
    • Governare lo sviluppo del trasporto merci e della logistica per adeguare le linee a maggiori carichi e definire una strategia di filiera che comprenda anche una riflessione sui depositi e le procedure doganali, incentivi per il trasporto merci elettrico a scala urbana ed il rafforzamento degli aeroporti di Malpensa e Montichiari.
    • Sostenere lo sviluppo di una rete regionale aeroportuale, promuovendo un maggiore coordinamento tra i 4 aeroporti lombardi ed operazioni di riassetto azionario che consentano nuovi investimenti.
  • Governo del territorio ed edilizia

    • Revisione della normativa di riferimento per introdurre maggiore differenziazione, autonomia e responsabilità. Linee di indirizzo regionali più prescrittive ed incentivi per la pianificazione di area vasta. Introduzione di regole diversificate in base alla dimensione e alla capacità amministrativa degli enti locali.
    • Stop al consumo di suolo, dotandosi di strumenti di compensazione per pareggiare suolo costruito e suolo ridato al territorio. Mappatura delle aree dismesse e degradate, stimoli per la densificazione delle aree urbane.
    • Favorire riuso e rigenerazione urbana, attraverso incentivi volumetrici ed economici, semplificazioni procedurali per le demolizioni e ricostruzioni. Promozione degli usi temporanei e costituzione di un fondo regionale di sostegno per favorire l’accesso al credito da parte di privati proprietari di immobili degradati. Ruolo attivo di Regione nell’affiancare i Comuni nelle operazioni di bonifica e trasformazione di aree dismesse.
    • Costituzione di un fondo di fondi a livello regionale per agevolare interventi di efficientamento energetico del patrimonio edilizio.
    • Una Lombardia più verde. Valorizzazione del sistema dei parchi regionale, sostenendo la creazione di una rete regionale di grandi parchi e sottolineando l’importanza del verde urbano. Piano di piantumazione delle città e sostegno alla creazione di tetti e muri verdi per aumentare la capacità di adattamento ai cambiamenti climatici.
    • Semplificazione e certezza normativa, favorendo l’introduzione di regole comuni e uniformi nel territorio. Introduzione di aree di sperimentazione per verificare in quali modi gli operatori economici possono concorrere al raggiungimento di obiettivi di pubblica utilità.
    • Manutenzione e cooperazione territoriale, attraverso un piano di intervento pluriennale per la salvaguardia delle aree a rischio idrogeologico e la riqualificazione degli spazi aperti naturali. Consolidamento delle esperienze regionali sulla gestione associata del territorio, come i contratti di fiume e di rete ecologica.
    • Governo del territorio come leva per lo sviluppo delle politiche abitative, definendo, nelle grandi aree urbane, l’edilizia residenziale pubblica come standard urbanistico, servizio di interesse generale che possa essere realizzato anche a scomputo oneri, senza generare oneri aggiuntivi ed essere oggetto di tassazione.
    • Pianificare la sicurezza urbana, mettendo a punto delle linee guida progettuali che consentano ai progettisti di tenere conto delle caratteristiche che garantiscono una migliore gestione della sicurezza nei luoghi pubblici (illuminazione diffusa, centralità degli spazi comuni, minimizzazione delle aree cieche e delle barriere visive).
  • Politiche per la Montagna

    • Maggiore rappresentanza e centralità delle comunità montane, attraverso la costituzione di un Assessorato a cui attribuire le deleghe necessarie per disegnare una vera strategia di sviluppo integrato della montagna lombarda: gestione del territorio e aree protette, forestazione, canoni idrici, turismo e agricoltura di montagna.
    • Revisione della disciplina dei canoni idrici, destinando ai territori montani il 100% degli introiti derivanti dai canoni regionali del demanio idrico. Negoziazione di Accordi Quadro di Sviluppo Territoriale per finanziare interventi strategici e percorsi di sviluppo locale.
    • Valorizzazione del patrimonio forestale. Patto tra la montagna e l’industria del mobile per la coltivazione dei boschi e la produzione di tavolame nobile ed energia sostenibile. Certificazione ambientale dei boschi e sostegno alla formazione della filiera di taglio e lavorazione della legna.
    • Stratega per selezionare le località sciistiche su cui puntare per i prossimi 30 anni. Investimenti sugli impianti sciistici attraverso la costituzione di un soggetto simile a Trentino Sviluppo. Incentivi ed assistenza tecnica dedicati alla definizione di piani di adattamento ai cambiamenti climatici.
    • Incentivi per la creazione di impresa e per lo sviluppo di attività a vocazione sociale, sportiva e culturale. Valorizzazione dell’attività agricola e zootecnia di montagna all’interno del PSR e della PAC.
    • Rilancio ospedali di montagna, consolidandone i reparti connessi al servizio di pronto intervento relativo agli incidenti che si verificano con maggior frequenza in montagna (traumatologia, ortopedia). Integrazione tecnologica per mettere in rete le strutture diagnostiche professionali e consentire una lettura a distanza dei referti.

Ambiente e transizione ecologica

  • Tutela dell’ambiente e risorse naturali: parchi, aree protette, acque e attività estrattive

    • Promozione di forme di tutela e fruizione dei parchi e delle aree protette. Ripristino delle risorse allocate alla gestione dei parchi e aree protette (che dal 2010 ad oggi sono scese da 12 a 9 milioni). Rafforzamento dei controlli e del presidio del territorio, nella convinzione che investire su una corretta gestione dei parchi lombardi possa contribuire a stimolare ulteriormente ciclabilità, turismo, agricoltura e forestazione.
    • Dai conflitti ambientali alle decisioni condivise. Introduzione di una legge regionale volta a promuovere processi di partecipazione e dibattiti pubblici relativi ad investimenti in infrastrutture strategiche, sulla falsariga di quanto avviene da decenni in Francia.
    • Lombardia Regione delle acque. Rafforzamento dei controlli sulla qualità delle acque, ri-finanziamento contratti di fiume, manutenzione del sistema acquedottistico e delle reti di distribuzione, sperimentazione metodi di irrigazione alternativi in agricoltura, efficientamento idrico delle aree sciistiche.
    • Nuova regolamentazione del settore estrattivo alla luce di una maggiore coscienza ambientale, rafforzando le funzioni di indirizzo e controllo della Regione.
  • Gestione rifiuti, inquinamento ed efficienza energetica

    • Operazione trasparenza sullo stato sullo stato di salute dell’ambiente in Lombardia, per orientare decisioni pubbliche e private più consapevoli.
    • Sostegno alle amministrazioni locali interessate nel portare a termine operazioni di bonifica di interesse nazionale, regionale o comunale. Revisione della normativa per favorire tecniche meno invasive e meno costose.
    • Gestione degli impatti ambientali delle attività economiche: abbassamento IRAP collegato all’acquisizione di certificazioni ambientali. Strategia per evitare infiltrazioni criminali nelle attività di raccolta e trattamento dei rifiuti industriali.
    • Piano straordinario rimozione amianto (quello attuale non aggiornato dal 2010), per adeguarlo all’indicazione europea di rimozione entro il 2023, definire nuovi incentivi alla rimozione e rafforzare vigilanza, controlli e sanzioni per le inadempienze, sperimentare tecnologie di smaltimento alternative alla discarica ed introdurre forme di sostegno ai malati.
    • Rifiuti urbani. Competizione tra modelli diversi di intervento per disincentivare la produzione di rifiuti indifferenziati e sperimentazione sistemi di raccolta puntuale. Sostegno al consolidamento di centri del riuso e della riparazione. Stop all’apertura di nuovi termovalorizzatori, progressiva dismissione degli impianti meno efficienti, sviluppo di una rete di impianti per il trattamento meccanico e biologico, limiti all’importazione di rifiuti dalle altre regioni italiane.
    • Agricoltura e allevamento sostenibili. Nuove regole per l’utilizzo di liquami animali e fanghi industriali. Revisione delle zonizzazioni a cui sono legati i regolamenti per l’utilizzo dei nitrati, incentivi per investimenti in innovazione (utilizzo di batteri in grado di assorbire l’azoto e copertura degli impianti di stoccaggio) e per una migliore gestione dei terreni (promozione della doppia coltura).
    • Strategia integrata per contrastare inquinamento atmosferico (riscaldamenti, trasporti, agricoltura) e creazione di una coalizione per l’aria per sostenere progetti di ricerca e impresa, bandi di procurement pre commerciale, con l’obiettivo strategico di migliorare la qualità dell’aria e ridurre la produzione di emissioni nocive da attività industriali e agricole.
    • Nuova strategia di intervento sulle rinnovabili che orienti nuovi investimenti sui grandi impianti idroelettrici, limitando la proliferazione di micro derivazioni in località isolate. Nuova stagione di investimenti sul solare, cominciando dai tetti piatti (superfici commerciali e abitative). Contributo agli enti locali per la realizzazione di Piani di Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima.
    • Pacchetto promozione interventi di efficienza energetica: accordi con istituti bancari per favorire accesso al credito, creazione di un fondo regionale che possa permettere ai cittadini di recuperare subito il credito di imposta o parte di esso, creazione di sportelli per l’efficienza energetica, iniziative di educazione al risparmio energetico, sostegno agli enti locali per reperire risorse europee e finanziare progetti pilota di riqualificazione in scuole ed edifici pubblici. Dismissione di tutte le caldaie a gasolio entro la fine del mandato.
    • Promozione di forme di economia circolare, per collegare produzione, consumo e pratiche di riuso, a partire dalle aziende che producono e trattano materiali per imballaggi sino ad arrivare all’organizzazione di una vera e propria filiera.
    • ARPA Lombardia e Finlombarda motori di sviluppo dell’economia verde a livello regionale. Rafforzamento di ARPA per garantire una più capillare e costante attività di monitoraggio e controllo ed iniziative di informazione e sensibilizzazione. Finanziamenti e crediti vincolati per chi intraprende percorsi virtuosi di ricerca ed azione legati a qualità dell’aria, efficienza energetica ed economia circolare.
  • Cambiamenti climatici e transizione ecologica, dissesto idrogeologico, protezione civile

    • Trasformazione dell’Assessorato all’Ambiente in Assessorato all’Ambiente, Cambiamenti Climatici e Transizione Ecologica con il mandato di rivedere la tutte le pianificazioni di settore definendo obiettivi più stringenti di quelli attuali, stanziando risorse adeguate per consentire agli enti locali di fare altrettanto.
    • Impegno a dimezzare le emissioni di anidride carbonica ogni decennio, con un piano che preveda, oltre all’introduzione di incentivi, azioni prescrittive in grado di orientare i mercati verso la dismissione programmata delle tecnologie più inquinanti, carico fiscale progressivamente più pesante per chi inquina ed interventi diretti al alto valore simbolico (per esempio, riqualificazione energetica in scuole, edifici pubblici, case popolari)
    • Contributi agli enti locali per la realizzazione di piani di adattamento ai cambiamenti climatici. Investimenti in infrastrutture verdi e blu: connessioni verdi tra aree protette e riserve naturali ed interventi sulla qualità delle acque.
    • Scelte condivise per la pianificazione e realizzazione di opere di mitigazione dei rischi idrogeologici. Elaborazione di linee di indirizzo per la per la definizione di tipologie di vincoli e limitazioni urbanistiche collegate alla promozione di territori più sicuri. Rilancio della protezione civile, valorizzando la partecipazione dei cittadini alla sicurezza e promuovendo una capillare e partecipata informazione sui rischi. Ridefinire il sistema organizzativo e formativo del volontariato di protezione civile, istituendo forme di coordinamento provinciale e promuovendo il volontariato tra i giovani.

Welfare, politiche sociali e politiche per la sicurezza

  • Sanità

    • Cronicità. Rivedere radicalmente il progetto di presa in carico regionale che oggi non ha ancora una forma e rilanciare, con l’estensione graduale in tutta la regione e per tutte le patologie, l’esperienza di presa in carico dei malati cronici che prevede un piano di cura individualizzato gestito dal proprio medico di base. Affidare al medico di medicina generale la gestione di questo modello ed incentivare la costituzione in cooperativa dei medici “gestori”.
    • Revisione della rete ospedaliera in base alle specialità e alla complessità delle cure erogate, partendo dal presupposto che per la cura delle acuzie il cittadino già oggi si sposta alla ricerca dell’eccellenza, mentre per le patologie croniche e quelle meno gravi non è la persona che si deve spostare ma sono i servizi che devono essere riorientati sul territorio. Realizzare una rete capillare di presidi territoriali di assistenza aperti 7 giorni su 7 per almeno 12 ore al giorno, tramite un piano straordinario di riqualificazione edilizia di alcune strutture ambulatoriali già esistenti, che possono essere date in concessione gratuita o a prezzi calmierati.
    • Rapporto pubblico-privato. Definizione, nella programmazione annuale, di obiettivi e risultati comuni, da inserire nei contratti assegnati a tutte le strutture del sistema socio sanitario regionale, con il principale scopo di stabilire una sinergia tra pubblico e privato, evitando duplicazioni inutili e costose. Estendere le iniziative di welfare aziendale volte all’assistenza sanitaria integrativa, attraverso strumenti di credito contributivo ai cittadini e alle imprese.
    • Tornare ad investire in prevenzione, per aumentare la partecipazione ai programmi di screening per le patologie tumorali, malattie cardiovascolari, diabete e a tutte le campagne vaccinali, coinvolgendo medici di medicina generale e farmacie. Promuovere stili di vita sani e sostenere i programmi di prevenzione, sicurezza e benessere organizzativo nei luoghi di lavoro.
    • Piano straordinario di azzeramento delle liste di attesa, attraverso l’arruolamento di nuovi specialisti, la costituzione di una agenda unica per tutti gli erogatori pubblici e privati, l’apertura degli ambulatori nei fine settimana e nelle ore serali dei giorni feriali e l’investimento su una pluralità di canali di prenotazione per facilitare l’accesso ai cittadini (call center, web, farmacie territoriali, sportelli).
    • Revisione dell’applicazione del super ticket, innalzando la fascia di esenzione per le prestazioni ambulatoriali per i cittadini con un reddito familiare inferiore ai 30 mila euro lordi e introducendo per gli altri una gradualità che consenta di contribuire alla spesa sanitaria in base al proprio reddito.
    • Piano di prevenzione odontoiatrica infantile per tre coorti di età (4, 6 e 12 anni). Incentivi alla diffusione di misure di previdenza complementare che contemplino anche le cure odontoiatriche. Cure odontoiatriche gratuite per coloro che rientrano nei requisiti del Reddito di Inclusione Sociale.
    • Piano pluriennale per garantire un equilibrato ricambio generazionale di specialisti medici e medici di famiglia. Valorizzazione del ruolo degli infermieri e delle professionalità sanitarie nell’ambito della presa in carico territoriale dei pazienti cronici.
    • Incrementare le attività socio sanitarie all’interno delle farmacie (a partire dai programmi di promozione della salute e di prevenzione) e stabilizzare le sperimentazioni relative a gestione delle prenotazioni, riscossione dei ticket, ricezione e consegna dei referti di visite specialistiche e esami diagnostici.
    • Coinvolgere in modo sistematico le associazioni dei pazienti e di volontariato nella fase di definizione dei provvedimenti regionali relativi alle loro aree di attività.
    • Interruzioni volontarie di gravidanza. Assunzione di medici ginecologi non obiettori tramite un concorso ad hoc per assicurare la piena applicazione della legge 194/78 in tutti gli enti ospedalieri e le case di cura autorizzate. Somministrazione della IVG farmacologica in day hospital. Campagne di informazione e sensibilizzazione per prevenire le maternità indesiderate.

     

  • Welfare

    • Sostegno all’innovazione nel welfare: aggregazione delle domanda e dell’offerta, ridefinizione del ruolo del soggetto pubblico, personalizzazione dei servizi. Sostegno alle iniziative imprenditoriali ad impatto sociale e alla sperimentazione di innovazioni tecnologiche o di processo. Promozione di pratiche di welfare aziendale a livello territoriale, sostegno alla creazione di luoghi di comunità, spazi sociali e fondazioni di comunità. Promozione di schemi di assicurazione pubblica e privata per finanziare interventi sul fronte della non autosufficienza.
    • Semplificazione e riaggregazione dei servizi, sviluppando la capacità di proporre ai cittadini pacchetti integrati e monitorare più efficacemente l’andamento della spesa e l’inclusione dei soggetti più bisognosi, per spostare parte della spesa sanitaria per finanziare servizi sociali e iniziative di prevenzione.
    • Sostegno al reddito. Ripensare l’attuale sistema frammentato di misure e convertirlo in un potenziamento della misura nazionale Reddito di Inclusione, con integrazione del valore economico dell’assegno ed ampliamento della platea a determinate categorie di fragilità. Sostegno a progettualità locali pensate per far dialogare i servizi sociali e centri per l’impiego, per garantire che i beneficiari dell’assegno siano inseriti in percorsi di attivazione ed inclusione lavorativa. Promuovere interventi di microcredito a sostegno di individui e famiglie che si trovano in temporanea difficoltà economica e sviluppare misure dedicate al sostegno di nuove forme di vulnerabilità, soprattutto per gli under 40 (discontinuità lavorative, discontinuità di reddito).
    • Sostegno alla genitorialità: servizi per l’infanzia e l’adolescenza per garantire, in ogni comunità locale, la costruzione di un sistema integrato di servizi per l’infanzia, prevedendo una maggiore flessibilità di orario in modo da cogliere le esigenze delle nuove condizioni di lavoro. Programma di interventi finalizzato alla nascita e al sostegno di luoghi e opportunità per gli adolescenti, favorendo l’apertura pomeridiana delle scuole e l’accesso ad esperienze in ambito culturale e sportivo.
    • Costituzione di un fondo regionale integrativo per il sostegno delle persone non autosufficienti, per supportare le famiglie nel sostenere le spese per il lavoro di cura degli assistenti familiari regolarizzati e la loro qualificazione. Interventi a sostegno della domiciliarità e introduzione di soglie massime ed un maggiore principio di progressività per quanto riguarda le RSA. Prestito d’onore per consentire alle famiglie di affrontare inserimenti nelle RSA.
    • Interventi per accompagnare e sostenere le famiglie e le persone con disabilità, sin dalle prime diagnosi, curando con particolare attenzione i passaggi dalla prima alla seconda infanzia e dall’adolescenza alla maggiore età. Investimento di risorse in favore dell’inclusione lavorativa e dell’autonomia abitativa.
    • Implementare i servizi territoriali di psichiatria, assicurando il corretto fabbisogno di personale e garantendo gli interventi di emergenza la notte nei giorni festivi, evitando il ricorso improprio al Trattamento Sanitario Obbligatorio. Migliorare la psichiatria di comunità, incrementando la componente psicosociale degli interventi in sinergia con la medicina di base, i servizi per le dipendenze ed i servizi della neuropsichiatria infantile. Promuovere azioni di prevenzione all’uso e all’abuso di sostanze, tramite il consolidamento e la diffusione capillare di interventi di riduzione del danno e limitazione del rischio. Sostenere lo sviluppo delle comunità terapeutiche e pedagogiche, sperimentando percorsi di aggancio precoce di adolescenti problematici. Sostenere e implementare in maniera organica la rete di punti di ascolto, consulenza e accompagnamento alle famiglie. Contrasto al gioco d’azzardo patologico, estendendo il rispetto della distanza dai luoghi sensibili a tutte le tipologie di gioco lecito ed introducendo fasce temporali di interruzione del gioco.
  • Abitare in Lombardia

    • Edilizia residenziale pubblica ed edilizia residenziale sociale. Bilanciare correttamente cura dell’esistente (passato e presente) con lo sviluppo del nuovo (esigenze dei prossimi 10/15 anni). Piani di ristrutturazione alloggi e rigenerazione urbana, con attenzione particolare all’aspetto dell’efficienza energetica e al recupero degli alloggi sfitti, dedicando risorse stabili a quelle che vanno considerate a tutti gli effetti come delle politiche di welfare.
    • Creazione di mix sociale nei quartieri popolari inserendo nuove funzioni pubbliche e private (sanità, welfare, servizi) e non attraverso il meccanismo delle quote (il tema è la mono funzionalità, non la mono socialità), che va rivisto.
    • Per una gestione sociale delle case popolari. Semplificazione delle tipologie di contratto e maggiore progressività dei canoni. Sviluppo di una maggiore capacità di gestione del rapporto con gli inquilini: maggiore presenza, maggiori controlli, maggiore capacità di discriminare tra situazioni ed esperienze diverse. Contrasto ad ogni forma di abusivismo, percorsi individuali di recupero per chi è in condizione di reale bisogno.
    • Sviluppo di modelli abitativi sperimentali di tipo collettivo e comunitario per la gestione di situazioni di emergenza (sfratti e sgomberi dal libero mercato e dalle case popolari).
    • Politiche per l’affitto, con l’obiettivo di sviluppare un comparto esteso e articolato di opportunità di locazione accessibile. Promozione del canone concordato attraverso garanzie pubbliche, accordi territoriali ed agenzie per la casa. Costituzione di un Fondo Aperto per la Locazione, affidando ai territori la decisione di modulare gli interventi in base alle effettive esigenze locali.
    • Patto con mondo delle costruzioni e proprietari delle abitazioni per favorire la riqualificazione e l’immissione sul mercato degli immobili sfitti.
  • Politiche per la natalità

    • Politiche di conciliazione e armonizzazione della vita lavorativa e genitoriale: servizi all’infanzia e asili nido, politiche di assistenza alle famiglie con anziani non autosufficienti, incoraggiamento all’adozione di politiche di welfare familiare aziendale, politiche per le donne in congedo di maternità.
  • Migrazioni e processo di integrazione

    • Supporto agli enti locali nell’adesione al Sistema di Protezione per i Richiedenti Asilo. Distribuzione omogenea sul territorio dei richiedenti asilo, ottenuta possibilmente attraverso un concreto sistema di incentivi. Identificazione di figure di intermediazione riconosciute a livello locale.
    • Estensione dei principi ispiratori del Piano Nazionale di Integrazione: insegnamento dell’italiano, accesso all’istruzione e formazione, inserimento lavorativo, in quadro complessivo in cui al titolare di protezione internazionale viene riconosciuto e facilitato l’accesso al welfare nazionale e regionale. Attivazione delle strutture regionali per le attività didattiche e di formazione professionale, con prospettive di apprendistato e lavori di pubblica utilità, sulla base del modello tedesco “20 ore la settimana sui banchi di scuole e 20 ore di lavoro”.
    • Revisione delle normative regionali discriminatorie approvate negli ultimi 10 anni e costituzione di un fondo per finanziare progettualità degli enti locali finalizzate a promuovere percorsi di integrazione, formazione e scambio culturale. Sostegno alla piena partecipazione delle seconde generazioni alla vita pubblica.
  • Asili nido, scuola, diritto allo studio e politiche giovanili

    • Sistema di istruzione 0-6 anni. Stabilizzare la misura regionale definita “Nidi Gratis”, garantendone il finanziamento pluriennale. Incremento di posti per arrivare all’obiettivo di copertura del 33% della popolazione sotto i 3 anni di età (oggi la Lombardia arriva in media al 25% con una copertura non omogenea e intere aree sono ancora sotto il 20%) e la presenza di nidi in almeno il 75% dei Comuni. Particolare attenzione alle esigenze di orari di copertura dei servizi più estesi e flessibili
    • Diritto allo studio, dote scuola. Rivedere le fasce reddituali per poter accedere alla componente “Buono scuola”, limitando il beneficio alle famiglie con un indicatore ISEE inferiore ai 30mila euro annui; incrementare il valore del contributo per gli studenti con reddito Isee inferiore a 15.494 euro. Gli eventuali risparmi risultanti su questa modifica, verranno appostati sulla misura ‘acquisto libri di testo. Raddoppiare le risorse per la componente “Acquisto libri di testo”, estendendo la platea dei beneficiari anche agli alunni che frequentano il triennio di scuola superiore e incrementando il valore del buono annuale in base alle attuali fasce reddituali. Favorire la mobilità degli studenti (abbonamenti scontati per treni e autobus) e la fruizione di esperienze culturali (card cinema e musei).
    • Maggiore investimento sull’assistenza scolastica educativa, sperimentando forme diverse di impostazione del servizio in collaborazione con cooperative sociali, scuole e famiglie. Garanzia per la copertura totale dei servizi di trasporto specialistici per alunni con disabilità.
    • Contrasto alla dispersione scolastica. Approntare uno strumento di anagrafe regionale della popolazione scolastica a disposizione dei Comuni per la verifica dell’obbligo di istruzione e il monitoraggio della dispersione scolastica. Sostegno alle azioni di orientamento rivolte alle scuole del primo e del secondo grado. Supporto alla formazione di reti di scuole per favorire azioni di sistema in contrasto alla dispersione scolastica e anche per ottenere risparmi su forniture o gestione di servizi. Creazione di un fondo per finanziare proposte progettuali presentate da Enti Locali, con particolare attenzione ad iniziative di educativa di strada in quartieri periferici.
    • Ampliamento dell’offerta formativa nel primo ciclo di istruzione anche dopo la fine delle lezioni (pomeriggio, estate, ecc) e anche attraverso percorsi personalizzati. Definizione di un “pacchetto atelier”, sul modello Reggio Children o della scuola statale francese, con un sistema organico di attività oltre l’orario scolastico, calibrato sulle esigenze degli studenti e sulle priorità del territorio, e che tenga conto e supporti le famiglie, spesso ingaggiate in onerosi trasporti e incastri orari.
    • Promozione dell’alternanza scuola lavoro, per offrire agli studenti lombardi possibilità di esperienze formative di alto e qualificato profilo.
    • Diffusione, nelle scuole di ogni ordine e grado, programmi di avviamento al pensiero computazione e corsi di programmazione, anche in collaborazione con coworking, fablab ed incubatori d’impresa. Creazione di una unità regionale per la formazione continua dei docenti della scuola secondaria di secondo grado.
    • Diritto allo studio universitario. Aumentare le risorse destinate al diritto allo studio universitario, fino a garantire la totale copertura delle borse di studio destinate agli studenti che per merito e reddito ne abbiano diritto. Creazione di uno strumento che consenta di aggregare risorse private (lasciti, donazioni) finalizzate alla copertura di borse di studio per studenti meritevoli. Creazione di una interfaccia unica per scoprire tutta l’offerta formativa lombarda e le borse di studio a disposizione. Allocazione delle risorse necessarie per costituire un Fondo di Garanzie regionale finalizzato a coprire l’erogazione di prestiti d’onore per tutti gli studenti delle università lombarde. Sostegno alla mobilità degli studenti (abbonamenti scontati per treni e autobus) e alla fruizione di esperienze culturali (card cinema e musei).
    • Università: autonomia e innovazione nella didattica. Promozione di forme di sperimentazione didattica che favoriscano una formazione meno teorica e più orientata alla soluzione dei problemi e al learning by doing, la diffusione di iniziative volte all’educazione all’imprenditorialità e la creazione di Contamination Lab, spazi multifunzionali pensati per promuovere la multidisciplinarietà e sviluppare progetti a vocazione imprenditoriale. Negoziazione, nell’ambito della trattativa tra Governo e Regione relativa all’attribuzione di maggiori competenze, di maggiori margini di autonomia non per gestire direttamente le risorse dedicate all’istruzione universitaria ma per ottenere semplificazione e flessibilità amministrativa e gestionale, più autonomia nella definizione dell’offerta formativa (nuovi corsi di laurea) e una migliore articolazione della tassazione universitaria.
    • Politiche giovanili. Definizione di programma pluriennale di interventi che parta dall’idea che quel che occorre è contribuire a creare le condizioni affinché i giovani possano mettere a frutto le loro competenze e la loro inclinazione naturale a sperimentare ed innovare. Utilizzo delle risorse di Garanzia Giovani anche per sostenere progettualità che riconoscano l’importanza dell’educazione informale, del sostegno alle nuove realtà associative ed imprenditoriali tramite la formazione e che permetta di recuperare spazi nelle nostre città per dare vita a luoghi di aggregazione e di cultura, spazi di coworking, laboratori creativi. Sostegno alla produzione artistica e culturale giovanile

     

  • Sport

    • Promuovere l’attività degli enti locali, delle loro società in house e delle organizzazioni che operano in ambito sportivo senza fini di lucro, anche in riferimento alla diffusione delle attività motorie e sportive nelle scuole e al contrasto all’abbandono precoce.
    • Promuovere lo sport all’aria aperta, valorizzare e rendere fruibili all’intera popolazione le strutture sportive delle scuole, interne ed esterne, per contribuire ad un migliore incontro di offerta e domanda potenziale.
    • Favorire l’integrazione delle politiche sportive con quelle sociali, turistiche, culturali, economiche, ambientali, del benessere e della salute.
    • Riconoscere e valorizzare la funzione sociale delle associazioni sportive di base, favorendone l’accesso ai non abbienti e ai neet, anche come elemento di rimotivazione.
    • Promuovere lo sport come pratica di prevenzione e di corretto stile di vita
    • Promuovere, in collaborazione con i Comuni, l’accessibilità e la fruibilità degli impianti sportivi da parte delle persone con disabilità.
    • Programmare il fabbisogno regionale degli impianti e degli spazi destinati alle attività sportive per favorire la loro effettiva fruizione da parte delle persone, ciascuna con modalità e intensità proprie, il miglioramento e la riqualificazione delle strutture esistenti, la perequazione della dotazione di impianti nel territorio regionale.
    • Rivedere la legislazione regionale sulla gestione degli impianti sportivi, per favorire realtà di base e federazioni sportive.
    • Semplificare e migliorare i bandi di finanziamento dedicati all’impiantistica sportiva, oggi caratterizzati da plafond limitati e burocrazia complessa, includendo i concessionari di impianti di proprietà pubblica; potenziare le competenze degli uffici regionali, per poter affrontare trattative di partnership pubblico-private e procedure di affidamento più innovative.
  • Diritti

    • Pari opportunità. Sviluppo di servizi di cura (per sostenere la genitorialità e intercettare i nuovi bisogni di cura per gli anziani), con azioni a supporto di entrambi i generi, per favorire orari e modalità di lavoro flessibili. Forme di sostegno durante il periodo di maternità, investendo in programmi di formazione, sviluppo di reti di relazioni e promuovendo il ruolo genitoriale dei padri. Azioni di contrasto al divario salariale di genere e promozione di una più bilanciata rappresentanza di genere nei livelli apicali. Oltre a promuovere iniziative culturali ed azioni di sensibilizzazione su questi temi, Regione Lombardia promuoverà l’adozione di codici etici riguardanti Equità, Diversità e Inclusione, come elemento premiante nelle valutazioni dei bandi di gara regionali. Supporto agli enti locali per la creazione di sportelli diffusi dedicati al counseling e al supporto psicosociale e l’apertura di spazi multifunzionali e sperimentazione di servizi di cura e genitorialità condivisa. Sostegno alla nomina di “gender city manager” e alla costituzione di gruppi di lavoro provinciali, per favorire l’implementazione di bilanci di genere, pianificazione urbanistica di genere e l’elaborazione di misure di intervento relative al miglioramento dei servizi di trasporto pubblico
    • Politiche di sostegno al reddito delle famiglie mono genitoriali.
    • Sostegno a una rete di centri anti discriminazione, a percorsi di integrazione ed inclusione sociale e attraverso la promozione di una legge regionale di contrasto all’omotransfobia.
    • Potenziamento della rete regionale dei centri antiviolenza e delle strutture di accoglienza, incrementando le risorse monetarie e migliorando le relazioni di programmazione e intervento tra struttura regionale e soggetti che intervengono sul territorio.
    • Salvaguardia della libertà di religione in regime di pluralismo confessionale e culturale.
    • Carceri e reinserimento sociale. Sostegno a percorsi di mediazione e giustizia riparativa. Supporto al coordinamento tra terzo settore, istituzioni carcerarie, enti locali, agenzia per la casa ed agenzie per il lavoro, investendo nella creazione di percorsi che preparino ed accompagnino i detenuti all’uscita dal carcere.
    • Istituzione immediata del Registro regionale delle dichiarazioni anticipate di trattamento.
    • Introduzione di una normativa regionale in materia di farmaci cannabinoidi
    • Tutela degli animali. Convenzione con i veterinari liberi professionisti per garantire prezzi calmierati per le persone con basso reddito possessori di animali d’affezione.
  • Sicurezza e polizia amministrativa locale

    • Creazione di un fondo per l’assunzione di personale a tempo determinato dedicato a specifiche attività di presidio territoriale: presidio delle aree di confine tra più Comuni, presidio di stazioni e luoghi pubblici, infortunistica stradale. Rafforzamento del terzo e quarto turno delle polizie locali, con maggiore presenza nei giorni festivi ed in orario notturno, anche sulla base di accordi territoriali con polizia e carabinieri volti a definire una più efficace suddivisione dei compiti, sulla base di standard di convenzionamento stabiliti a livello regionale.
    • Sostegno a programmi di formazione rivolti ai corpi di polizia, ad amministratori locali e ad associazioni attive sul territorio, organizzati anche in collaborazione con le università del territorio.
    • Presidio del territorio. Consolidamento degli investimenti in tecnologia (video sorveglianza), sostegno alla creazione di reti territoriali e centrali operative interforze sovra comunali (a livello di zone omogenee). Integrazione a livello regionale delle reti di telesorveglianza, come accade per la protezione civile e realizzazione di una rete pubblica di telecamere, sulla base di standard comuni, a cui connettere anche i dispositivi di videosorveglianza privati. Investimento su sistemi di sorveglianza attiva, capaci di segnalare eventi anomali sulla base di una integrazione tra video sorveglianza ed intelligenza artificiale. Bandi a sostegno di progettualità proposte dagli enti locali per il potenziamento di sistemi di illuminazione (sistemi a passaggio o percorsi illuminati), promozione di esperienze di sicurezza partecipata
    • Sostegno a progetti di coesione sociale presentati dalle amministrazioni locali (volti alla creazione di legami di comunità e al contrasto di fenomeni di conflittualità urbana, quali le forme di conflittualità intergenerazionale in relazione all’utilizzo di spazi pubblici) e servizi congiunti in cui il personale di polizia venga affiancato da operatori sociali, per tenere insieme regole ed accoglienza, sicurezza e solidarietà.
    • Strumenti e risorse per promuovere la tutela delle vittime di reato, in particolar modo per quei soggetti considerati vulnerabili, sostenendo l’attività di consultori, centri anti-violenza e case rifugio. Accordi quadro con gli ordini professionali per favorire supporto psicologico e legale.
    • Più sicurezza sui treni e nelle stazioni, a partire da una loro migliore gestione. Accesso ai vagoni solo per i titolari di biglietto; apertura dei vagoni solo in base alla reale presenza di passeggeri, in orario serale; maggiore investimento in impianti di videosorveglianza e totem per la segnalazione delle emergenze.
    • Schema di assicurazione per gli ultra settantenni vittima di furto, rapina o raggiro, per fornire sostegno psicologico e un rimborso economico fino ad un massimo di 500 euro
    • Sostegno alla sperimentazione di misure alternative alla detenzione (mediazione, giustizia riparativa).

Governo delle istituzioni

  • Trasparenza, partecipazione, legalità, contrasto agli interessi mafiosi

    • Giunta e gruppi consiliari trasparenti. Sottoscrizione della Carta di Avviso Pubblico, Codice Etico per la Buona Politica, instaurando un rapporto di scambio con l’Associazione Avviso Pubblico per meglio declinare i principi che la Carta indica in materia di divieti, conflitti di interesse, partecipazione ad associazioni ed organizzazioni, restrizioni successive all’incarico, rendicontazione della propria attività, rapporti con i cittadini e con l’amministrazione. Impegno della Giunta a rendere trasparente la propria agenda collegata all’attività amministrativa, pubblicando rendiconti personali bimestrali ed annuali, in aggiunta a un rapporto annuale sull’attività di Governo.
    • Potenziamento dell’attività del Consiglio Regionale. Rafforzamento del ruolo dell’assemblea nelle attività di valutazione e controllo, aumentando le risorse disponibili per finanziare ricerche ed inchieste, strutturare ulteriormente il portale degli Open Data della Regione Lombardia e finanziare la redazione di un rapporto annuale sulla Qualità della Vita in Regione Lombardia, basandosi sugli indicatori di sostenibilità messi a punto da ISTAT (Benessere Equo e Sostenibile), OECD (Regional Wellbeing Index) e le Nazioni Unite (Sustainable Development Goals).
    • Rafforzamento del monitoraggio sull’attività dei rappresentanti degli interessi collettivi. Allocazione di un budget annuale per costruire una piattaforma di monitoraggio dell’attività legislativa ed amministrativa, che consenta di ricostruire i percorsi di elaborazione delle decisioni, tracciando in maniera trasparente le raccomandazioni ed i pareri prodotti dai portatori di interesse collettivi e l’evoluzione delle posizioni di consiglieri regionali e componenti della Giunta. Con una simile finalità, sarà finanziata la redazione di un rapporto annuale indipendente sull’attività dei portatori di interesse collettivi in Regione.
    • Accesso agli atti. Garantire il pieno rispetto della normativa su trasparenza, diritto di accesso e prevenzione della corruzione, Rendere visibile in modo totalmente trasparente il funzionamento dell’amministrazione, garantendo la piena accessibilità di documenti e dati inerenti l’attività dell’amministrazione, in particolare per quel che riguarda i dati relativi alle performance dei vari uffici (curriculum dei dirigenti apicali, obiettivi assegnati e valutazione delle prestazioni, organici di ciascun ufficio, valutazioni rispetto a eventuali eccedenze o carenze di organico, tassi di assenza).
    • Sostegno ai processi di partecipazione e alle espressioni della cittadinanza attiva. Istituire e finanziare, sin dal primo anno di mandato, un ufficio che possa seguire con adeguate risorse e professionalità i processi di ascolto e partecipazione legati alle principali iniziative della Regione e del Consiglio Regionale e stimolare un percorso di partecipazione sul territorio, sul modello di quanto fatto da Regione Toscana con la Legge Regionale sulla Partecipazione.
    • Gestione trasparente degli appalti e delle nomine. Rafforzamento dell'impegno finalizzato al contrasto alla corruzione, garantendo anche per le partecipate regionali misure di tutela per chi segnala gli illeciti (whistleblower) ed introducendo negli appalti meccanismi premiali per le imprese con rating di legalità. Costituzione di una unità operativa con il compito di fare da regia sulle segnalazioni di riciclaggio di denaro sporco.
    • Contrasto all’evasione. Creazione di un centro di analisi dei dati fiscali, coinvolgendo Ministero delle Finanze, Direzione Regionale dell’Agenzia delle Entrate, le Università, i centri di ricerca e le categorie produttive che agiscono sul territorio. Il centro di analisi utilizzerà tecniche di analisi dei big data per analizzare tutti i dati che le amministrazioni pubbliche hanno sino ad ora raccolto dai contribuenti (movimenti bancari, spesometro e fatturazione elettronica, studi di settore) per individuare comportamenti anomali e/o errori ed invitare i contribuenti (utilizzando gli strumenti normativi che già esistono) a correggere spontaneamente la loro posizione.
    • Contrasto agli interessi mafiosi. Rafforzamento delle attività della Commissione Speciale Antimafia ed istituendo una figura a disposizione del Presidente con il potere di vigilare su tutti gli ambiti a rischio infiltrazioni. Raddoppiamento delle risorse allocate per finanziare le attività previste dalla legge regionale “Interventi regionali per la prevenzione e il contrasto della criminalità organizzata e per la promozione della cultura della legalità”, con particolare riguardo alle attività di educazione alla legalità e assistenza ed aiuto alle vittime di reati di stampo mafioso e della criminalità organizzata.
  • Politiche di Bilancio

    • Una fiscalità regionale più giusta, grazie all’introduzione di meccanismi di maggiore progressività, laddove è possibile, ed incentivi ai comportamenti più sostenibili.
    • Contrasto all’evasione fiscale, in stretto rapporto con l’Agenzia delle Entrate, sia direttamente, sia coordinandosi con i Comuni, cui lo Stato riconosce il 100% del gettito recuperato.
    • Sostegno allo sviluppo delle aree interne e delle nuove imprese innovative: facilitazioni fiscali per gli insediamenti produttivi nei Comuni periferici e ultra periferici, zero IRAP alle startup innovative per il primo triennio.
    • Revisione della spesa per ridurre gli sprechi e migliorare i servizi e razionalizzazione del sistema delle società regionali.
  • Gestione delle partecipate e del personale

    • Rafforzamento del controllo da parte del Consiglio circa le attività dei soggetti appartenenti al Sistema Regionale (SIREG) e maggiore trasparenza nei processi di nomina dei loro vertici.
    • Sostegno alla capacità di innovazione degli enti locali, attraverso nuove forme di assistenza tecnica per progetti di particolare complessità, con particolare attenzione alle esigenze dei piccoli Comuni.
    • Costruzione di un centro di competenze sull’analisi dei dati, lo scouting dell’innovazione, il disegno e la sperimentazione di misure di intervento innovative, l’utilizzo delle tecnologie digitali, il coinvolgimento degli stakeholder e la valutazione degli impatti della pubblica amministrazione. Programma di attrazione di talenti da inserire anche temporaneamente nell’organico della pubblica amministrazione, sulla falsariga di quello che la Casa Bianca ha fatto con le “innovation fellowship”.
    • Ricostituzione di una Accademia Regionale dedicata alla formazione dei dipendenti che lavorano all’interno di tutti gli enti della Pubblica Amministrazione presenti in Regione.
    • Nuovi obiettivi per Finlombarda (finanziaria regionale) e ARCA (centrale acquisti): i due enti avranno il compito di finanziare l’innovazione e la sostenibilità, esplorando una ampia gamma di strumenti, dall’erogazione di credito finalizzato a sostenere investimenti nello sviluppo di nuovi prodotti, efficienza energetica ed internazionalizzazione alla gestione di appalti pre commerciali finalizzati allo sviluppo di soluzioni innovative, siano ad arrivare alla creazione di strumenti di finanza ad impatto sociale (social impact bond).